La nostra tenuta

Monticelli Brusati, ridente paese di Franciacorta, si stende da Gaina al Monte Delma, dai boschi cedui del Faét al borgo di Villa, in una sfilata di antiche contrade appese come nuvole sui colli. In questa romantica terra lombarda i signorotti medievali sceglievano i poggi per i loro castelli.

Monticelli era feudo dei Conti Brusati, e ancora resistono i pochi misteriosi ruderi della Rocca, situati nella zona Castelveder.

Salendo dal vallone di Calchera, ad un certo punto, la collina esce dal bosco di roverelle e di castagni e, facendosi largo a fatica tra pungitopi, cornioli e ginepri, si adagia, si arrampica in una verde epifania di vigneti: La tenuta Castelveder.

Gradoni ordinati di viti piantate come insegnavano i vecchi contadini " Apena apena sota tera, forse ‘na spana, che le raìs le gha de senter sunà le campane e veder l’aiva…ma delons…" Le barbatelle, qui, si nutrono di crepe e l'uva vive tra i ciottoli che sbucano curiosi dal terreno.

Filari piantati a Guyot con l'ingresso fiorito di piccole rose scarlatte, sentinelle impegnate a difendere l’uva dall'oidio....Verità o leggenda? Comunque sia, è bello vedere questi tenui falò, che insieme ai muri a secco abbracciano la vigna!

La tenuta Castelveder produce 80.000 bottiglie con l'uva proveniente dai vigneti che conservano ancora il loro nome di battesimo:il Ronco del Castellotto,la Madonna della Rosa,la Palazzina e il Cilinder, i Nulli e il Guast e Capelét, sfilata a linee pulite orizzontali e verticali, solcate dal trattore, che come un moderno cavallo arancione percorre sicuro i filari e le "caedagne".

Grappoli di Pinot e Chardonnay dalla carnosa trasparenza, Merlot, Barbera; Cabernet e Nebbiolo permettono alla Castelveder di disporre di una materia prima della miglior qualità.

La storia di un'azienda è la storia delle persone che la guidano, è la storia di Renato ed Elena Alberti , che nel 1975, convinti che il segreto delle bollicine fosse nella loro terra, piantarono con fiducia le prime barbatelle.

Frutto di questa avventura sono vini capolavori di armonia, scolpiti dalla natura, dalla tradizione, da incertezze, tentativi e ricerche,da costanza e pazienza per ottenere il meglio. Artefici del meritato successo Diego Uberti e Romano Musatti, con la consulenza dell'enologo Teresio Schiavi.

Lo stile Castelveder è unione di giovinezza e vecchiaia, di vinosità e freschezza, di continuità familiare che ha favorito una vera e propria cultura del "trasmettere".

I valori di Elena e Renato sono stati raccolti dalla nipote Camilla che oggi affianca i nonni nella conduzione dell’azienda.